Con pubblicazione nella GUUE del 28 Giungo 2014 della Comunicazione 2014/C 200/01, la Commissione Europea ha dettato una nuova Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia per il periodo 2014-2020. Essa si applica agli aiuti di Stato concessi per la tutela dell’ambiente e per gli obiettivi nel settore dell’energia come disciplinati nel trattato, inclusi settori soggetti a norme specifiche in materia di aiuti di Stato (come il settore dei trasporti, del carbone, agricolo, forestale, della pesca e acquacoltura).

Lo scopo primario di queste nuove linee guida è quello di aiutare gli Stati membri a raggiungere i loro obiettivi climatici per il 2020, promuovendo nel lungo periodo un processo che porti al sostentamento delle fonti rinnovabili attraverso il solo libero mercato e non più con aiuti statali, in quanto questi determinano inevitabilmente delle distorsioni del mercato stesso. Il secondo obiettivo della nuova Disciplina è quello di incentivare le infrastrutture energetiche nazionali e transnazionali, per rafforzare il mercato dell’energia interno ed europeo, con particolare attenzione alle regioni meno sviluppate.

La forte crescita delle energie rinnovabili negli ultimi anni, parzialmente agevolata dagli aiuti pubblici, ha portato al raggiungimento di obiettivi ambientali ma ha anche determinato delle gravi distorsioni del mercato, causando alti costi per i consumatori. Partendo da queste riflessioni la Commissione Europea attraverso la nuova Disciplina in materia ambientale ed energetica vuole anche portare all’integrazione delle energie rinnovabili nel libero mercato, quantomeno delle tecnologie che hanno raggiunto uno stadio di maturità. Sulla base di questa decisione è richiesto quindi agli Stati un nuovo criterio, più competitivo, nel processo di definizione dei finanziamenti pubblici. La nuova Disciplina promuove anche una maggiore competitività dell’industria europea; infatti, i costi richiesti per finanziare le energie rinnovabili rappresentano una spesa in aumento per le industrie e costituiscono quindi un onere molto rilevante, in particolare per quelle che hanno una forte concorrenza a livello internazionale e ricadono nella fascia delle aziende ad alta intensità energetica. La nuova formazione si propone quindi di diminuire questo gravoso onere per le imprese europee. In generale, considerando la disciplina nel suo insieme, la Commissione ha voluto semplificare le procedure per erogare gli aiuti di Stato, per questo motivo non sarà più necessaria una preventiva approvazione da parte dell’istituzione europea.

Le nuove linee guida, in vigore dal 1° Luglio 2014, sostituiscono le Linee Guida per la protezione dell’ambiente del 2008, e introducono numerose novità, tra le principali si segnalano:

  • l’ampliamento dell’ambito di applicazione;
  • la modernizzazione del sostegno offerto al settore delle energie rinnovabili, che sarà gradualmente ridotto;
  • l’introduzione di meccanismi basati sul mercato per l’allocazione del sostegno pubblico, mantenendo allo stesso tempo un certo livello di flessibilità per permettere agli Stati di tenere conto della propria situazione. Tale sistema sarà testato durante una fase pilota nel 2015 e 2016;
  • la possibilità di ridurre i prelievi fiscali introdotti per sostenere il settore delle rinnovabili per un numero limitato di settori ad uso intensivo di energia, al fine di ridurre gli alti costi che essi devono sostenere;
  • l’introduzione di criteri per il sostegno alle infrastrutture energetiche, con particolare attenzione per i progetti che migliorano il flusso di energia transfrontaliero e promuovono le infrastrutture delle regioni meno sviluppate;
  • l’autorizzazione degli aiuti finalizzati ad assicurare un’adeguata generazione di energia nei casi in cui vi siano seri rischi di capacità insufficiente. Gli Stati potranno, ad esempio, incoraggiare i produttori a creare nuova capacità o dissuaderli dal ridurre quella esistente;
  • l’aumento della soglia al di sotto della quale gli aiuti sono esentati dall’obbligo di notifica;
  • la semplificazione delle procedure.

Le misure di aiuto contemplate dalla Disciplina sono una lunga serie di misure a favore dell’ambiente e dell’energia, tra cui:

  • aiuti intesi a realizzare un livello di tutela ambientale superiore a quello assicurato dalle norme dell’Unione o ad innalzarlo in assenza di norme dell’Unione (inclusi gli aiuti per l’acquisto di nuovi veicoli adibiti al trasporto);
  • aiuti per l’adeguamento anticipato a future norme dell’Unione;
  • aiuti per studi ambientali;
  • aiuti per il risanamento di siti contaminati;
  • aiuti a favore dell’energia da fonti rinnovabili;
  • aiuti a favore di misure di efficienza energetica, compresi cogenerazione, teleriscaldamento e teleraffreddamento;
  • aiuti per l’uso efficiente delle risorse e, in particolare, per la gestione dei rifiuti;
  • aiuti per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio di CO2;
  • aiuti per le infrastrutture energetiche;
  • aiuti per il trasferimento di imprese.

Nel testo della nuova Disciplina Europea viene infine invocata una graduale eliminazione delle sovvenzioni dannose per l’ambiente o per l’economia, tra cui figurano quelle per i combustibili fossili, al fine di agevolare gli investimenti nelle infrastrutture energetiche nuove e intelligenti.

La comunicazione “Energia 2020 – Una strategia per un’energia competitiva, sostenibile e sicura”, in quanto parte dell’iniziativa faro “Un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse” ha già concluso che gli obiettivi di un mercato dell’energia caratterizzato da sicurezza di approvvigionamento, prezzi accessibili e sostenibilità saranno compromessi se non si procederà all’ammodernamento delle reti elettriche, se gli impianti obsoleti non saranno sostituiti da nuovi impianti competitivi e più puliti e se l’energia non sarà utilizzata in modo più efficiente lungo l’intera filiera energetica.

Tutto questo assicurando il rispetto della legislazione in materia ambientale e impedendo che le misure di aiuto di Stato causino danni ambientali.

 

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